lunedì 29 dicembre 2025

La Quarta Via


Analisi approfondita sul concetto di Illusione e della relativa corrispondenza con la Materia; cosa viene prima? L'aspetto immaginativo crea la Realtà che ci circonda.?

 

 [...] Domanda: Non è possibile comprendere il sistema fino a quando non si raggiunge il livello in cui esso è stato originato? 

Risposta: La comprensione è relativa. Possiamo capire molte cose al nostro livello e solo allora possiamo andare avanti. Non possiamo saltare. Certamente con l'aiuto di questo sistema possiamo capire meglio qualcosa su noi stessi e sulla vita rispetto a qualsiasi altro sistema che io conosca. Se possiamo dire di averne ricavato ciò che non potevamo ottenere in nessun altro modo, allora dobbiamo continuare a studiarlo. Dobbiamo avere una valutazione. Dopo poco tempo uno può dire. [...]
Per esempio prendiamo il 'sonno' nel Nuovo Testamento. La gente non ci fa caso, eppure se ne parla continuamente, si dice sempre che le persone sono addormentate ma possono svegliarsi, anche se non potranno farlo senza sforzi. Il sistema spiega non solo se stesso, ma anche ciò che è vero in altri sistemi. Chiarisce che se le persone vogliono capirsi, la comprensione è possibile solo tra chi è sveglio. Nella vita ordinaria tutto è un groviglio senza speranza; le persone non sono destinate a capirsi nella vita ordinaria. Se fosse così, sarebbero state create in modo diverso. L'uomo deve completare se stesso con in propri sforzi. Possiamo rendercene conto se comprendiamo la natura della volontà e della consapevolezza. La capacità di comprendere è collegata a questo. Se le persone iniziano a lavorare con l'obiettivo di acquisire consapevolezza e volontà, cominceranno a capirsi. Nella vita, pur con le migliori intenzioni, si commettono solo errori. Le persone sono macchine, non sono fatte per capirsi.
Domanda: E' possibile afferrare il motivo di questa confusione? Qual è lo scopo di essere fatti così?
Risposta: Per vedere il pericolo e provare a iniziare a capire la nostra situazione. Le persone non si sono mai capite, ma nel tempo attuale la vita sta diventando sempre più complicata e pericolosa. Allo stesso tempo, così come sono, le persone servono agli scopi della Luna e della Terra. Ma di questo parleremo più avanti. E' un errore pensare che la nostra epoca sia come tutte le altre. Ora ci sono difficoltà e strutture eccezionali.
Domanda: Le difficoltà sono destinate ad aumentare col tempo?
Risposta: Sì, ma non oltre un certo limite, perché allora diventa impossibile. E' importante rendersi conto, non in teoria, ma guardando i fatti, che le persone non si capiscono tra loro e che la situazione sta diventando sempre più complicata. Se la gente ha le mitragliatrici, è più pericoloso. E mi riferisco alle mitragliatrici in molti sensi, quindi ogni incomprensione diventa più profonda e complicata.
Domanda: Qual è la fine?
Risposta: Non possiamo dirlo, sarebbe una predizione del futuro. Di certo non possiamo aspettarci nulla di buono da questo.
Vedete, tutte le nostre visioni ordinarie delle cose non sono buone, non portano da nessuna parte. E' necessario pensare in modo diverso e questo significa vedere cose che oggi non vediamo e non vedere cose che vediamo ora. E quest'ultimo aspetto è forse il più difficile, perché siamo abituati a vedere certe cose: è un grande sacrificio non vedere le cose che siamo abituati a vedere. Siamo soliti pensare di vivere in un mondo più o meno confortevole. Certamente esistono cose spiacevoli, come le guerre e le rivoluzioni, ma nel complesso si tratta di un mondo confortevole e basato sul bene. E' molto difficile sbarazzarsi di quest'idea di un mondo basato sul bene e poi dobbiamo capire che non vediamo le cose nel loro complesso. Come nell'allegoria della caverna di Platone, ne scorgiamo solo i riflessi, dunque ciò che vediamo è privo di realtà. Dobbiamo renderci conto di quanto spesso siamo governati e controllati non dalle cose in sé, ma dalle nostre idee, visioni e immagini delle cose. Questo è l'aspetto più interessante. Provate a pensarci.
 
 
Tratto da: La Quarta Via -  Pëtr Dem'janovič Uspenskij
 
a cura di Fabbri Marco