venerdì 8 novembre 2024

Piallatura del sistema nervoso

 
 


 
Cosa s'intende con piallatura del sistema nervoso, e soprattutto perchè 'costringere' una eventuale modifica alle nostre già tanto tristi e banali abitudini vitali; in realtà il discorso si fa più complesso, quando analizziamo il coinvolgimento nervoso con le nostre più convinte abitudini non solo vitali (quindi comportamentali), ma mentali, e non per ultime fisiche! Prima - quindi, di ogni ragionevole quesito, sarebbe opportuno comprendere una visione più olistica dell'intero essere umano. Vi sarà certamente noto che ognuno di noi è particolarmente connesso all'altro, strettamente collegato, nei sentimenti, nelle movenze, e spesso anche nei punti di vista. Questo, a riprova che si derivi tutti da uno stesso 'scopo', da una spinta indefinita se non verso l'alto, verso qualcosa di più armonico; il non saper rispondere a certe domande, non delegittima il fatto che qualcosa di tangibile stia avvenendo nella nostra coscienza evolutiva.
Con una simile premessa non possiamo più permetterci il lusso di immaginarci migliori o peggiori, anche solo verso comportamenti più o meno virtuosi: confrontati all'altro. Se ammettiamo insomma di non differire troppo da chi ci sta vicino, possiamo anche pensare che nella più ottimistica delle previsioni, l'insieme non stia facendo molto per decollare verso qualcosa di nuovo, inedito! Non resta molto da fare che rimboccarsi le maniche e iniziare a guardarsi dentro, a sollevare qualche dubbio sulla voracità delle nostre intenzioni.
A ben notare, possiamo da subito cominciare con qualche piccolo esperimento, sottoponendo in modo arbitrario certe nostre abitudini vitali e\o ancor meglio fisiche quotidiane. Certo che un minimo di attenzione sul nostro Fare è fondamentale, quindi valutare un cambiamento, 'costringendo' le nostre più feconde trepidazioni quotidiane, ad ogni atteggiamento abituale, verso un'attenzionalità diversa, magari inserendo una concentrazione, proprio sulla risposta mentale, di pensiero, che la stessa variata azione comporta!
Ciò significa una spinta tutt'altro che piacevole sul comportamento nervoso, una chiara sensazione di morte!
Ecco.. questo è il vero punto su cui dovremmo lavorare per aprirci a nuove e diverse Possibilità e rendere la materia Nesciente, qualcosa di più duttile con cui interagire; il vero problema però è l'inveterata convinzione (abitudine) a risuonare a questo istinto, scambiando l'Io personale come la vera e unica colorazione vitale! Per approdare ad un simile ragionamento (coscienza) elettivo, dobbiamo comunque riporre più fiducia verso questo squarcio squalificante della personalità separata..
Diciamo pure che il lavoro da farsi è tanto e su diversi parametri (mentale, vitale e soprattutto fisico); scoprirsi iniettati di possibilità non può che farci riflettere sulla specularità che l'accettazione (sommissione) rende in termini energetici..!

giovedì 5 maggio 2022

REALTA' O FINZIONE Parte seconda

 


 

IL GRANDE SENSO


E’ il tempo del Grande Senso. Guardiamo a destra o a sinistra, costruiamo teorie, riformiamo le nostre Chiese, inventiamo supermacchine, e scendiamo nelle strade per distruggere la Macchina che ci strangola – ci dibattiamo nel piccolo senso. Quando la nave terrestre sta affondando, che importa se i passeggeri affoghino a destra o a sinistra, sotto una bandiera nera, rossa o celeste? Le nostre Chiese sono già andate a picco: stanno rinnovando la loro polvere. Le nostre Patrie ci schiacciano, ci schiacciano le nostre macchine – e noi inventiamo sempre nuove macchine per rompere il Meccanismo. Andiamo sulla luna, ma il nostro cuore non lo conosciamo, né sappiamo qual è il nostro destino terrestre. Vorremmo migliorare quello che c’è – ma non è più tempo di migliorie: il marcio si può migliorare?…

E’ tempo di un’ALTRA COSA. Un’altra cosa non è la stessa cosa con qualche miglioria. Ma come fare? Ci predicano la violenza e la non-violenza. Ma sono due facce della stessa Menzogna, il sì e il no della stessa impotenza: i vari santini sono falliti con tutto il resto; altri ora vogliono prendere il potere – quale potere? Quello dei politici? Vogliamo batterci per conquistare le chiavi della prigione? Per costruire un’altra prigione? O non vorremmo magari venirne fuori, ma davvero? Il potere non nasce dalla canna dei fucili, così come la libertà non esce dal ventre dei morti – sono già trenta milioni di anni che costruiamo su cadaveri, guerre, rivoluzioni. Sempre le stesse: disfiamo e ricominciamo. Non sarebbe magari ora di costruire su qualcos’altro e di trovare la chiave del Potere vero?…

Allora dobbiamo guardare il Grande Senso. Ecco cosa ci dice il Grande Senso: ci dice che siamo nati tanti milioni di anni fa – una molecola, un gene, un pezzetto di plasma palpitante – e ne è venuto fuori un dinosauro, un granchio, una scimmia. Se il nostro sguardo si fosse fermato a metà strada avremmo detto – non a torto! – che il Babbuino era il culmine della creazione e che la cosa migliore da fare era magari migliorare i nostri talenti di scimmie e fondare l’Unione delle Repubbliche Scimmiesche…

Oggi – forse - nella nostra foresta di cemento armato stiamo facendo lo stesso errore. Abbiamo inventato mezzi giganteschi per metterli al servizio di coscienze microscopiche, trucchi splendidi per servire la mediocrità, sempre più trucchi per guarire dal Trucco. La meta di tutti questi sforzi, in tanti milioni di anni, è proprio un uomo fornito di laurea e lavatrice?

Il Grande Senso, il Senso vero, ci dice che la meta non può essere un uomo del genere. Quel che vogliamo non è il trionfo dell’uomo così com’è, non è perfezionare lo gnomo intelligente che siamo: ma è un altro uomo sulla terra, un’altra specie tra noi. “L’uomo è un essere di transizione”, ha detto Aurobindo. Noi ci troviamo in pieno in questa transizione, che fa scoppiare crepe in ogni parte del mondo: in Biafra come in Israele, in Cina come negli Stati Uniti. L’uomo non ce la fa più.

Il Grande Senso, il Senso vero, ci dice che l’unica cosa da fare è metterci al lavoro per preparare un altro essere, è collaborare alla nostra evoluzione invece di star lì a rigirare in decrepite umanerie senza sbocco, invece di conquistare falsi poteri per regnare su una vita falsa…

Ma dove sta la leva della Trasmutazione? Sta dentro di noi. Dentro di noi c’è una Coscienza, dentro c’è un Potere, lo stesso Potere che cresceva nel dinosauro, nel granchio, nella scimmia, nell’uomo – che cresce ancora, che vuole andare oltre, che riveste forme sempre più perfette a mano a mano che crescono i suoi strumenti, che Crea la propria forma. Se ne troviamo la leva, sarà quel Potere stesso a creare la forma nuova, sarà lui a operare la Trasmutazione. Invece di lasciare che l’evoluzione si trascini attraverso millenni di tentativi dolorosi e infruttuosi, di morti inutili e di rivoluzioni truccate che non rivoluzionano nulla, possiamo accorciare i tempi, possiamo compiere un’evoluzione concentrata – possiamo essere i creatori coscienti dell’Essere nuovo. In verità, è il tempo della grande Avventura. Il mondo è chiuso, fuori non c’è più nessuna avventura. Sono i Robot ad andare sulla luna, e tutte le nostre frontiere sono strettamente vigilate – a Roma come a Rangoon gli stessissimi funzionari del mostruoso Meccanismo ci sorvegliano, ci timbrano i documenti, ci controllano le facce, ci frugano le tasche – fuori non c’è più nessuna Avventura! L’Avventura è DENTRO – E DENTRO è la Libertà, dentro è lo Spazio: sarà il potere dello Spirito a trasformare il mondo.

Perché in verità quel Potere Supremo, onnipotente, è dentro di noi da sempre, a sospingere l’evoluzione: è lo Spirito nascosto che è via via cresciuto per diventare lo Spirito manifesto sulla terra. Se abbiamo fiducia, se vogliamo quel supremo Potere, se osiamo scendere nel nostro cuore, tutto è possibile: perché “L’Elemento Supremo” è in noi.




 

martedì 11 maggio 2021

 

HOMUNCULUS TREMEBUNDUS

 

Quello che all'ominide proprio non riesce ad entrare nella sempre più inopportuna capacità senziente, è collocato nell'esasperazione di un Problema, accolto nell'insieme di quella che noi chiamiamo personalità; oggi il significato della negazione non concede più quei risultati a noi tanto cari, quali la fuga o l'eliminazione del male in quanto tale: riconosciuto nella sua valenza morale! Proprio per questo motivo, la crisi che stiamo vivendo non può più essere definita Morale, ma Evolutiva. Ciò comporta una visione perlomeno più ampia (universalizzante) del 'colloquio' tra bene e male, tra le tipiche ambivalenze delineate dall'intelletto. Il livore degli opposti - oggi, non riesce ad evitare uno scontro più costruttivo: e con esso il superamento (sempre tramite il paradosso, del Problema) verso una fase nuova, deterministicamente ancora invisibile. La convinzione nel 'poter sapere' verso cosa ci muoviamo, l'idea stessa di soluzione, appare sempre più - in questo modo, un ennesimo inganno della Mente! Ciò non può che avvalorare sempre più concretamente l'intenzione evolutiva di trascendere questo strumento discernitorio, per mostrare ad un uomo più collaborativo, più armonico, la certezza di un domani sempre più slegato da ausili 'tecnici' per evolvere. Nella pratica Fisica quindi, vedremo un'imposizione cellulare sempre più evidente in direzione di armonie con le cose e le persone; questo può avvenire tanto più facilmente, se l'abbandono verso una NON reazione nervosa, una sommissione cellulare, avrà luogo. L'uomo non è ancora instaurato nella sua completezza, la sua indole pienamente valorizzata, il suo spirito di verità. Anche per questo, condurre questa corrente evolutiva tra paesaggi più identificati, meno sottoposti ai rigidi protocolli mentali, potrà e dovrà far emergere una Coscienza dell'insieme meno costretta con l'ambiente in cui per ora pensiamo di essere pienamente integrati!



lunedì 8 maggio 2017


RAVENNA JAZZ 2017

Oggi è già abbastanza difficile passare una serata piacevole tra amici, conoscenti ecc.., che sperare di passare una bella serata nella visione di un evento pubblico diventa quasi impossibile.. Tante le variabili che remano contro (divergenze di coscienza, stupidità generale, semplice ignoranza in materia). Diciamo quindi che la serata con protagonista il chitarrista Pat Metheny è stata una perla rara nel panorama culturale di questo triste paese..
Aldilà della sua emblematica professionalità (merce rara anche nel jazz),  questo carismatico personaggio si sa distinguere per una rarissima musicalità, al punto che, ascoltare ben 2 ore e un quarto della sua musica risulta quasi instancabile. Nel programma del concerto, oltre alla solita varietà di chitarre da lui suonate, colpisce nondimeno la sua volontà sempre attenta nel circondarsi di elementi dotati di notevole qualità tecnica; ma ciò che più lascia stupiti, è appunto la sua capacità di costruire in mezzo a mille armoniche di per sè già complete, colorazioni innovative con uno strumento appunto sin troppo sfruttato nell'ambito musicale generico. La sua musica appare così quasi fluttuante, mai ossessiva, slanciata sì nella monumentale discografia che gli compete, ma leggera come una piuma che mai si posa veramente su di un giudizio, impermeabile nella sua struttura androgina.. L'essenza della Musica è appunto questo inclassificabile slancio privo quasi di punti di vista.. non risulta quindi casuale constatare che l'artista non riproponga quasi mai brani, standards di altri grandi della musica (benchè ve ne siano tanti e importanti). Le sue composizioni hanno sempre questo 'tono' di libertà e, sebbene ogni sua melodia appaia riconoscibile all'orecchio più smaliziato, questo Tutto si mescola quasi come un pezzo unico ed infinito.. Non a caso l'artista in questione ama particolarmente paesi come il Brasile e l'Italia, per la loro indole di profondo contenuto espressivo. Ascoltare alcune composizioni dei suoi primi dischi (risalenti a 40 anni fa), non importa se in solo, in duo o con un ensemble, crea appunto una sorta di attenzione obbligata che fa scorrere il tempo senza donargli troppa importanza..
Un chitarrista - Pat Metheny, che a mio avviso ha già il suo spazio nell'olimpo dei grandi ed indimenticabili della musica moderna.. 
Comprendere a fondo la musica è cionondimeno arduo: l'ascoltatore ha l'obbligo di amare questa forma artistica, di rispettarla, ma soprattutto deve fare lo sforzo di farsi coinvolgere in qualcosa di inedito, non necessariamente classificabile tramite un giudizio mentale, ma neppure di intossicare la propria reazione emotiva nel ricordo decadente di se stesso.. se il musicista raggiunge il compito di poter comunicare una simile percezione, allora la musica ha svolto il suo compito più coerente.. merce rara oggigiorno!

domenica 17 maggio 2015



LA NOTTE DEGLI OSCAR






REALTA' O FINZIONE
 (Parte prima)

Traggo ispirazione - per questo argomento, dalla visione approfondita di questo a mio avviso splendido film; o forse è solo il caso di definirlo: Questa indispensabile visione!
Cosa è che definiamo oggi come Reale? Ma al tempo stesso, riusciamo a percepire la differenza che passa tra quello che riteniamo tale e la capacità imbarbagliante di mille congegni che invece di aiutarci a vedere meglio chi siamo, destrutturano sempre più la nostra capacità di capire, di voler capire.. di poter capire.. 
Per quello che la mia coscienza mi permette, oggi la realtà appare più come un ammasso di ipocrisie, una sorta di staffetta della Menzogna, un patto quasi unilaterale per addolcire la pillola dell' esistenza umana! Ma non amo troppo chiamare esistenza umana qualcosa che non somiglia proprio per niente ad uno stile armonico vitale.. 
Diciamo solo dunque, che l'uomo ha dimenticato di avere in sè certi 'strumenti', che vive la sua collocazione temporale con degli ausili, che la sua vita terrena è composta da protesi oramai divenute irrefutabili.! Ci sono molti esempi di come si stia comportando l'uomo che lasciano perplessi.. Non credo ad ogni modo che scendere nel particolare, possa esser d'aiuto all'individuo, amando esso la distrazione, sposterebbe la sua concentrazione in qualcosa di diverso che non l'argomento stesso in essere. In realtà il distinguimento tra le due parole è già antistorico, la struttura stessa di un paradosso, è ad oggi, già matura per farci capire quanto si sia vicini ad una visione più definita della Verità! Questo non toglie che si debba sapere cosa vedere; chi è dunque che vede? Cosa va visto nelle pagine tristi di questa deprimibile esistenza umana? Un po' tutto direi.. mano a mano che la coscienza aumenta, ogni supporto artificiale fa di noi dei potenziali fannulloni evolutivi.. la Vita ci dona la speranza, ma non ci regala la certezza di capire come aiutarsi in questo magma di fraintendimenti. Sarebbe già soddisfacente che l'ominide avesse coscienza del fatto che NON viviamo in armonia tra noi, che già questo clima di menzogna sia totalmente fuori luogo.. inopportuno!
Tornando al 'trait d'union' che ri\collega i due fronti apparentemente contrari (mentali), non possiamo che renderci conto dell'insensatezza nel nostro continuo peregrinare tra una sponda e l'altra, tra uno spazio e un altro.. La rivoluzione che ci appartiene, l'accordo evolutivo che andrebbe intrapreso, oggi richiede ben altro che uno sforzo concettuale o chissà quale benefico algoritmo scientifico; è proprio l'esistenza cellulare in toto che va rivista o, se preferiamo, l'approccio ad una visione che sia in grado di abbracciare ciò che ci manca.. e tutto questo, senza alcun supporto invalidante, senza l'idea\forza che ci 'sostiene' da secoli..  Solo con un totale abbandono verso il nuovo potremo comprendere l'evolvere in qualcosa di totalmente inedito.. incredibilmente magico!

Continua

A cura di Fabbri Marco
 




domenica 19 gennaio 2014

IL POTERE DI ADESSO





Nuove Armonie

Tra le innumerevoli insofferenze verso cui quotidianamente ci imbattiamo, c'è alla base di tutto l'insofferenza verso il mortale abisso della mente; lo speculativo di cui si nutre pare aver raggiunto vette inimmaginabili.. spesso quindi, e in maniera assai goffa, valutiamo i nostri alibi con comportamenti davvero opportunistici. Perchè in fondo, dare la colpa a qualcuno è cmq e sempre più facile che analizzare di che pasta siamo fatti.! Ecco che allora è il vicino di casa che parcheggia male, l'amico irriverente su di un accorgimento personale, la moglie\marito che non ci capisce ecc..! Quello che però nessuno si chiede, è perchè si continui a vivere in questo modo: sempre pronti a cercare un problemino su cui appoggiarci per trovarne inutilmente un adempimento sociale in un ancor più inutile soluzione mentale. Questa domanda non è poi troppo assente dalle nostre riflessioni, dobbiamo solo fare un po' di silenzio e ci renderemo appunto conto di quanto tutto in fondo si riversi addosso a noi in prima persona. Oggi.. dove ci appare tutto irrisolvibile, appunto mortale, subiamo questo disarcionamento dalla personalità separata proprio per far luce dove l'abitudine ha perso ogni sostanziale supporto benefico. La mente sta facendo acqua da tutte le parti proprio perchè è arrivata al capolinea: e con lei il potere drammaturgico che ne deriva, il fattore escludente al resto del nostro corpo (proprio geograficamente parlando); un corpo che non abitiamo più da tempo, spaventato a morte da qualsiasi risonanza passata, da qualsiasi ricordo subconscio.. E' in atto insomma un vero e proprio reset organizzativo del subconscio.. l'avvento di una nuova forma armonizzatrice! Questo nuovo sentiero non è poi altro che un percorso più diretto verso la Materia nesciente che ci circonda, di cui siamo una parte ancora troppo latitante per convincercene appieno. Troveremo altri termini da utilizzare per un nuovo linguaggio, oppure scopriremo che non siamo poi così soli col nostro dolore?
 

 

[...] "L'assenza di amore nel rapporto, che è di solito avvertita più acutamente dalla donna che dall'uomo, innescherà il corpo di dolore della donna, e attraverso questo lei attaccherà il compagno, gli rivolgerà biasimo, critiche, gli darà torto ecc. Questo a sua volta diventerà una sfida per lui. Per difendersi all'attacco del corpo di dolore di lei, che lui considera totalmente ingiustificato, lui si trincererà ancor più profondamente nelle sue posizioni mentali giustificandosi, difendendosi o contrattaccando. Alla fine questo attiverà anche il suo stesso corpo di dolore. Quando entrambi saranno così sopraffatti, si raggiungerà un livello di profonda inconsapevolezza, di violenza emotiva, attacco e contrattacco selvaggi. Tutto questo non si affievolirà finchè entrambi i corpi di dolore non si ricostituiranno e quindi entreranno nella fase latente. Fino alla prossima volta. [...] Ogni minaccia, contiene in realtà, un'occasione di salvezza mascherata.. per esempio, l'ostilità della donna potrebbe diventare per l'uomo un segnale per uscire dal suo stato identificato con la mente, per risvegliarsi nell'Adesso, per diventare presente, invece di identificarsi ancor più con la mente, diventar ancora più inconsapevole. Invece di "essere" il corpo di dolore, la donna potrebbe essere il sapere che osserva il dolore emozionale in se stessa, accedendo così al potere di Adesso e dando inizio alla trasmutazione del dolore. Ciò eliminerebbe la proiezione esterna compulsiva ed automatica del dolore stesso. Allora la donna potrebbe esprimere al compagno i propri sentimenti. Non vi è garanzia, naturalmente, che lui ascolti, ma gli darà una buona occasione per diventare presente e certamente spezzerà il ciclo folle della recitazione involontaria dei vecchi schemi mentali. Se la donna si lascia sfuggire questa occasione, l'uomo potrebbe osservare la propria reazione mentale-emotiva al dolore di lei, il proprio atteggiamento difensivo, anzichè essere la reazione. Potrebbe allora osservare l'innesco del proprio corpo di dolore e così portare consapevolezza nelle proprie emozioni. In questo modo nascerebbe uno spazio limpido e tranquillo di consapevolezza pura: il sapere, il testimone silenzioso, l'osservatore. Questa consapevolezza non nega il dolore eppure è al di là di esso. Consente al dolore di esistere eppure lo trasmuta allo stesso tempo. Accetta tutto e trasforma tutto. Si aprirebbe una porta attraverso la quale lei potrebbe facilmente raggiungere lui in tale spazio.
Se voi siete coerentemente o almeno prevalentemente presenti alla vostra relazione, questo sarà la più grande sfida per il vostro partner. Non potrà tollerare la vostra presenza molto a lungo rimanendo inconsapevole. Se è pronto, attraverserà quella porta che avete aperto e si unirà a voi in quella condizione. Se non lo è, vi separerete come olio e acqua. La luce è troppo dolorosa per chi vuole rimanere al buio.."

A cura di: Fabbri Marco

Tratto da: Il potere di Adesso (E. Tolle)







 

lunedì 9 settembre 2013



IL LIMITE DELLA FORMA

In un momento così difficile per l'attività umana, dove le crisi  si susseguono con indubbia periodicità, non possiamo fare a meno di notare quanto non solo una definita spiritualità venga a mancare, ma che le conseguenze stesse di questa confusione evolutiva, sviluppi come una sorta di ulteriore decadenza alle nostre già terribilmente colpite valutazioni animali..! L'antropologia dunque, il senso della forma umana (o a ciò per cui ognuno di noi si identifica) e le sue derivazioni personali.
Perchè l'uomo abusa di se stesso? Per quale motivo una coscienza teorica (mentale), colloca il nostro crederci immortali, costruendo un'idea tuttaltro che solida, crea questo senso di smarrimento? Proviamo a capirci qualcosa..





[...] Quando la consapevolezza si libera della propria identificazione con le forme fisiche e mentali, diventa ciò che possiamo chiamare "consapevolezza pura" o "illuminata", ossia presenza. Questo è già avvenuto in alcune persone e sembra destinato ad avvenire presto su scala sensibilmente maggiore, sebbene non ci sia una garanzia assoluta che avvenga davvero. Quasi tutti gli esseri umani sono ancora nella morsa della modalità di consapevolezza egoica: identificati con la loro mente e gestiti dalla loro mente. Se non si liberano in tempo della mente, ne verranno distrutti. Avranno esperienza di sempre maggiore confusione, conflitto, violenza, malattia, disperazione, follia. La mente egoica è diventata come una nave che affonda. Se non ve ne allontanate, colerete a picco anche voi. La mente collettiva egoica è l'entità più pericolosamente folle e distruttiva ad avere mai abitato questo pianeta. Che cosa pensate accadrà su questo pianeta se la consapevolezza umana rimane immutata?
Già adesso per la maggior parte degli esseri umani, l'unica tregua che trovano dalla mente è data dal ritornare di quando in quando a un livello di consapevolezza al di sotto del pensiero. Ognuno di voi lo fa ogni notte durante il sonno. Ma questo avviene in certa misura anche con sesso, alcol e altre droghe che sopprimono l'eccesso di attività mentale. Se non fosse per alcolici, tranquillanti, antidepressivi e sostanze stupefacenti, tutti consumati in vaste quantità, la follia della mente umana diventerebbe ancor più chiaramente ovvia di quanto lo sia già. Ritengo che, privata dalle droghe, gran parte della popolazione costituirebbe un pericolo per sè e per gli altri. Queste droghe naturalmente non fanno che mantenerci invischiati nella disfunzione. Il loro utilizzo diffuso si limita a rimandare il crollo delle vecchie strutture mentali e l'emergere di una consapevolezza più elevata. Se i singoli fruitori possono trarre qualche sollievo alla tortura quotidiana inflitta loro dalla mente, si impediscono però così di generare sufficiente presenza consapevole per elevarsi oltre il pensiero e trovare la vera liberazione.
Ricadere a un livello di consapevolezza al di sotto della mente, che è il livello pre-razionale dei vostri lontani antenati e di animali e piante, non è un'opzione disponibile per voi. Non potete tornare indietro. Se la razza umana vuole sopravvivere, dovrà passare allo stadio successivo. La consapevolezza si evolve in tutto l'universo in miliardi di forme. Per cui anche se noi non ce la facessimo, non avrebbe importanza su scala cosmica. Nessun guadagno di consapevolezza va mai perduto, per cui si esprimerebbe attraverso qualche altra forma. [...]


A cura di Fabbri Marco

Tratto da: Il potere di Adesso (E. Tolle)