Quando parliamo di coscienza sovramentale, parliamo della scoperta di
una nuova intimità fra l’uomo e i piani invisibili. E questa intimità
non è evidente per l’uomo, per l’ego, perché la coscienza riflessiva, la
coscienza dell’ego, la coscienza soggettiva, è una struttura mentale
che è servita all’uomo durante quella che io chiamo l’involuzione, cioè
quelle migliaia di anni in cui l’uomo ha dovuto sviluppare una coscienza
personale per potersi rapportare a una comprensione sensoriale del
mondo della materia.
Quindi, per imparare a vivere sulla Terra, per sviluppare i mezzi
meccanici per radicarsi nel terreno dell’esperienza sensoriale, l’uomo
aveva bisogno di un ego. Un ego che nel corso dei secoli, nel corso dei
millenni, si è sviluppato e in questi grandi periodi di tempo ha portato
alla sofisticazione di quello che io chiamo il linguaggio interiore,
cioè il pensiero. Dunque, il pensiero è di fatto un modo per l’uomo
antico di comprendere la natura materiale, ma non è per l’uomo un mezzo
per comprendere i mondi invisibili.
E durante l’involuzione, quando l’uomo non era mentalmente pronto a
realizzare o a beneficiare di un’intimità con l’invisibile, la religione
è entrata in gioco per secoli, per permettere finalmente all’uomo di
costruire un ponte temporaneo – e intendo temporaneo – tra l’invisibile e
il materiale, e questo è stato il ruolo delle religioni per millenni.
Il problema delle religioni è che hanno causato enormi illusioni
spirituali nella coscienza umana e, per questo motivo, l’uomo non è mai
stato in grado di impegnarsi definitivamente in una relazione telepatica
coi mondi che sono all’origine dei piani di esperienza che lui, come
anima, ha conosciuto, ma di cui ha dimenticato l’esperienza a causa
dell’incarnazione e della necessità, nell’incarnazione, nel processo
incarnazionale, di dimenticare da dove veniamo per vivere meglio dove
siamo.
Ma dal momento in cui la coscienza sovramentale ha cominciato a
elettrizzare l’ego sulla Terra, e l’uomo ha potuto finalmente cominciare
a rinnovare i legami andati perduti per lunghissimo tempo in generale
per l’umanità, con mondi che sono alla base stessa della sua realtà
universale, l’uomo ha cominciato finalmente a prendere un po’ coscienza
della risoluzione enigmatica del suo ego, cioè ha cominciato a capire
che cos’è l’ego, come funziona l’ego.
E da qui ha sviluppato una psicologia che oggi chiamiamo
sovramentale, cioè una psicologia veramente oggettiva fornita dai piani,
per consentire finalmente all’uomo di sviluppare con essi un rapporto
simbiotico, un rapporto sufficientemente intelligente per poter infine
ristabilire facilmente le energie dei suoi centri, cioè la sua mente, le
sue emozioni, la sua fisicità. Energie che possono facilmente
squilibrarsi in un mondo materiale in cui l’uomo è tagliato fuori dai
suoi piani o dalle sue fonti universali.
Per secoli le religioni hanno cercato di placare la sete d’infinito,
di divinità dell’uomo. E non hanno fatto altro che sviluppare un potere
temporale su di lui e togliergli quel poco di volontà che aveva per
esercitare la sua coscienza personale. Ma dal momento in cui l’uomo
entra o entrerà in una coscienza evolutiva, in una psicologia
sovramentale o una psicologia libera dalle filosofie umane basate sulla
sensorialità o sulla riflessione, l’uomo diventerà molto intelligente
riguardo a ciò che accade nella vita, a ciò che accade nella sua vita e a
ciò che accade al di fuori dei confini della sua esperienza.
Così l’uomo avrà finalmente accesso a ciò che ha sempre voluto, cioè
delle risposte. Ma per accedere a delle risposte c’è un prezzo da
pagare, e tutti gli uomini pagheranno questo prezzo, è inevitabile,
perché l’ego nella sua natura, o a causa della sua natura animale, o
della sua natura animalizzata, ha un enorme bisogno di sicurezza
psicologica per poter vivere, per poter andare avanti, per poter
funzionare e anche per poter beneficiare della sua esistenza. E questa
sicurezza psicologica – quando l’uomo entra in contatto con il piano
mentale – è tecnicamente… direi che è tecnicamente testata.
Messa alla prova, nel senso che l’ego, per scoprire altri aspetti di
sé, è obbligato ad andare oltre i suoi confini, un po’ come gli
scienziati quando vogliono verificare fino a che punto l’uomo può
spingersi nel suo esperimento spaziale: è obbligato a testare i confini,
è obbligato a camminare in uno stato libero da gravità intorno alla
luna, e così via. Quindi deve fare uno sforzo per liberarsi
temporaneamente dalla sua sicurezza gravitazionale, per poi scoprire
altri mondi.
È la stessa cosa a livello della coscienza mentale, della coscienza
telepatica col piano mentale. L’uomo, per scoprire una nuova identità,
per scoprire un’identità fondamentale, e per scoprire anche un’intimità
telepatica coi mondi da cui proviene, deve temporaneamente – e quando
dico temporaneamente, intendo per qualche anno – arrivare a mettere un
po’ da parte i meccanismi di sicurezza psicologica che la sua civiltà
gli ha fornito attraverso le religioni e le filosofie, o i sistemi, per
iniziare finalmente a testare la sua relazione psicologica o psichica
con un’entità chiamata il sé universale o l’aggiustatore di pensiero.
Le parole non sono importanti, sono puramente esplicative, o cercano
di dare una spiegazione a entità o a livelli di realtà che sul piano
materiale non possiamo realmente concepire, perché siamo limitati dai
confini materiali e animali. Ma a livello dell’intimità psicologica o
psichica che l’ego deve sviluppare per arrivare finalmente a possedere, a
beneficiare di una bella telepatia, deve prendere coscienza che la
realtà dei piani e i meccanismi di fusione o unificazione con l’uomo si
basano su principi universali che non fanno parte della realtà
dell’uomo.
Perciò l’uomo non può aspettarsi, nello sviluppo di un’intimità
telepatica coi piani, che i piani trattino con lui nel modo in cui lui
può trattare o vorrebbe essere trattato, poiché non è lui in carica. Se
l’uomo fosse responsabile della propria evoluzione, non ci sarebbe
alcuna evoluzione, questo è certo! Siete d’accordo con me! Se fossimo
noi a gestire la nostra propria evoluzione, non ci sarebbe alcuna
evoluzione.
Quindi, perché ci sia evoluzione, devono esserci degli esseri di luce
che si occupano dell’uomo, e quando questi esseri entrano in contatto
telepatico con lui, è ovvio che ciò che egli sperimenterà saranno dei
test. Ma non è solo l’uomo in evoluzione di coscienza a essere messo
alla prova nella vita, tutti gli uomini sono messi alla prova. L’unica
differenza è che durante l’involuzione, quando si viene testati, non
sappiamo di esserlo; mentre quando siamo coscienti, siamo molto, molto
consapevoli di essere messi alla prova. E a quel punto, quando si è
consapevoli di essere messi alla prova, si diventa molto, molto
collerici, arrabbiati per essere messi alla prova.
Mentre l’uomo incosciente non si arrabbia quando viene messo alla
prova, perché non lo sa di essere messo alla prova, quindi quando l’uomo
inconsciente viene messo alla prova, se la prende con la vita
materiale, coi parametri o le cose o gli eventi che pensa siano
responsabili. L’uomo cosciente invece è molto, molto consapevole che
tutto ciò che accade nella sua esperienza è estremamente il risultato di
una programmazione molto, molto efficace, che cerca di permettergli di
evolvere, in altre parole, di comprendere il mistero della vita,
dell’esistenza. Ma c’è un prezzo da pagare per l’intimità, ed io so qual
è, l’ho vissuto per anni.
Lo sto ancora vivendo, meno se volete, ma è un prezzo valido, non è
troppo alto, non ha un valore troppo alto nella misura in cui si ha una
certa intimità. Ma se non avete intimità, allora il prezzo può essere
molto alto perché non capite perché viene usato contro di voi. Ma se
avete un’intimità, il prezzo che pagate per questa intimità è
equivalente all’intimità, forse anche meno importante dell’intimità,
perché un uomo che ha intimità con l’invisibile o con la sua fonte, o
con la sua coscienza mentale, chiamatela come volete, un uomo che ha
intimità con la sua fonte non è più sulla Terra per le stesse ragioni
dell’uomo incosciente.
È sulla Terra per altre ragioni e comprende le ragioni, sono ragioni
che fanno parte della Terra, ma sono ragioni diverse da quelle che
conosce quando è incosciente e passa la vita fra « métro-boulot-dodo »
[metropolitana-lavoro-sonno]. E quando un uomo comincia a capire perché è
sulla Terra, cosa fa sulla Terra, perché fa una certa cosa, perché non
fa una certa cosa, eccetera, la vita in un certo senso diventa molto più
facile perché è esplicativa.
È esplicativa nel senso che comincia ad avere un significato, e dal
momento in cui comincia ad avere un significato e l’uomo riesce a
comprenderlo, che abbia venti, sessanta o novant’anni, la vita non è più
la stessa perché diventa trasparente. Quello che intendo per
« trasparente » è che qualsiasi cosa accada nella sua esperienza, nella
sua esistenza, che sia una malattia, un divorzio, la perdita di un
lavoro, tutte le cose che ci accadono, lui la comprende all’istante.
E comprendere all’istante ciò che ci accade quando viviamo è
realmente un vantaggio, perché a quel punto non sei più animalizzato
nella tua coscienza. Il che significa che non soffriamo più, come prima,
delle reazioni puramente emotive, animali, che fanno parte
dell’esperienza dell’anima. Siamo esseri un po’ più evoluti, cioè un po’
più all’esterno dei confini della coscienza planetaria.
Siamo un po’ meno uomini e un po’ più sovrauomini, cioè uomini che
sono al di là della coscienza psicologica dell’ego dell’involuzione, e a
quel punto è più facile per noi… Più facile, sì, affrontare la vita. E
cos’è la vita? La vita è un processo. E cosa impariamo in questo
processo? Si impara ad affrontarlo e più un uomo sa come affrontare la
vita, più la vita diventa facile e più può essere piacevole.
Voi direte: « Ci sono uomini molto ricchi, molto benestanti, che
hanno una bella vita, hanno belle mogli. Ci sono uomini che hanno il
potere, ci sono uomini che vanno in jet tutto il giorno. E ci sono
uomini che lavorano tutto il giorno da Eaton”. Ed è molto difficile per
l’uomo, quand’è incosciente, vedere che ci sono uomini ricchissimi,
mogli bellissime, persone che vanno in giro in jet tutto il giorno,
mentre lui va in giro con una Volkswagen tutto l’anno.
Vorrebbe capire perché non può fare come gli altri, andare in giro
con un jet e avere le donne che gli altri hanno. Questa è la prima prova
dell’uomo. Io la chiamo « il calvario del confronto ». E dal momento in
cui l’uomo si confronta con altri uomini, ha violato la prima legge
della programmazione. Tutti gli esseri sulla Terra sono programmati.
Anche se sei John F. Kennedy, sei Presidente degli Americani, muori con
una pallottola in testa! Sei Onassis, ricchissimo, ma hai il cancro. Sei
un grande artista, ma soffri quando la gente non ti applaude.
In altre parole, tutte le persone, tutti gli esseri sulla Terra
soffrono, ma la sofferenza di uno non è necessariamente la sofferenza
dell’altro. E l’obiettivo dell’uomo nella sua evoluzione, l’obiettivo
della coscienza, è quello di portare l’uomo a smettere di soffrire sulla
Terra. L’uomo deve smettere di soffrire. Ma per smettere di soffrire
sul piano materiale, bisogna davvero comprendere la propria
programmazione, perché è la programmazione che permette all’anima di
evolvere, ed è la programmazione che rende la vita dell’uomo molto
difficile se egli non la comprende.
Se invece la si comprende, diventa più facile, e alla fine l’uomo non
si confronta più, non cerca più di sapere perché va in giro con una
Volkswagen mentre il suo vicino va in giro con una Jaguar. Quindi
l’uomo, per facilitare la sua esperienza, ha bisogno di un livello di
intimità molto alto. E l’intimità col piano mentale non è facile, perché
innanzitutto il pensiero umano è estremamente disarticolato. Ciò che
chiamo « disarticolato », significa che il pensiero umano non è
rivelatore.
È semplicemente molto istintivo, si conforma perfettamente alla sua
memoria, si conforma perfettamente al suo dialogo interno, e quindi al
suo pensiero interiore. E fa molta fatica a immaginare che qualcuno gli
stia parlando, che qualcuno possa parlargli o che questo possa
parlargli. E quando questo gli parla, lui non riesce nemmeno a
familiarizzare con la comunicazione, perché ha sempre l’impressione che
quello che gli parla sia più grande di lui o più elevato di lui.
C’è un numero enorme di errori psicologici che abbiamo causato o
abbiamo creato durante l’involuzione, perché abbiamo sempre avuto
tendenza a mettere Dio su un piedistallo. E quando parlo di mettere Dio
su un piedistallo, parlo di mettere su un piedistallo gli esseri
spirituali, gli esseri al di fuori del mondo materiale. E questo è il
più grande errore dell’uomo, perché dal momento in cui si mette Dio su
un piedistallo, non si può più parlare con lui su un piano di parità. E
se non si può parlare con Dio su un piano di parità, se non si può
parlare con gli esseri invisibili su un piano di parità, allora si è una
creatura, non si è più un creatore.
E dal momento in cui siete una creatura, significa che il vostro ego
non è sufficientemente rafforzato, non avete la capacità di fare guerra a
ciò che si oppone a voi.
A quel punto, diventate esseri estremamente programmati, estremamente
ridotti dalla programmazione, e alla fine non siete più in grado di
dettare le leggi della vita sulla Terra, cioè non potete capirle e, non
capendole, non potete insegnarle. E se non potete insegnare le leggi
della vita, allora non le conoscete, e se non le conoscete non avete più
alcun potere.
Quindi, se torniamo all’intimità, che cos’è l’intimità? L’intimità è
una particolare consapevolezza che è propria di ogni individuo nella sua
relazione con l’invisibile. È come se dicessimo: Ogni essere umano in
contatto con l’invisibile ha una sua particolare lunghezza d’onda,
nessuno può entrare in questa lunghezza d’onda, nessuno può attingere a
questa lunghezza d’onda, nessuno può influenzare, infiltrarsi,
manipolare questa lunghezza d’onda. Essa fa parte della coscienza
personalizzata dell’uomo e fa parte di ciò che possiamo chiamare la sua
fusione, cioè l’unificazione del suo principio mortale col suo principio
universale.
E questa intimità ha una qualità particolare: è sempre nascosta,
nascosta nel silenzio. L’intimità dell’uomo è nascosta nel silenzio
perché l’uomo non può vivere in costante contatto telepatico con la sua
fonte. Se viveste in contatto telepatico con la vostra fonte
ventiquattro ore su ventiquattro, il vostro corpo materiale alla fine
deperirebbe: non sarebbe in grado di sopportare questa scarica costante
attraverso i vostri neuroni.
Quindi il silenzio fa parte di quello che io chiamo il riposo dello
Spirito. D’altra parte, quando l’uomo è in una coscienza silenziosa,
questo non vuol dire che non ci sia presenza in lui. La presenza c’è
sempre, l’aggiustatore di pensiero c’è sempre, colui che parla c’è
sempre, il pensatore c’è sempre. È molto importante capire la natura del
silenzio, perché la natura del silenzio è molto, molto metafisica ed è
stata mal interpretata dai mistici durante l’involuzione.
Il silenzio non è una sospensione della comunicazione, è
semplicemente una sospensione temporanea del malfunzionamento dei
circuiti per il riposo della mente umana, ed è una sospensione
dell’energia mentale creativa anche per il riposo dell’uomo. Il silenzio
durante l’involuzione è stato interpretato in modo errato. I mistici ci
hanno dato una falsa raccomandazione. E nel corso dell’evoluzione,
scopriremo che le entità si nascondono nel silenzio, e quando si
nascondono nel silenzio siamo noi uomini sulla Terra a non avere
informazioni.
Al punto che io porto la mia esperienza come esempio! Se voglio
un’informazione: Ah, non ottengo risposta! Sono costretto a minacciarli
per farmi rispondere! E come li minaccio? Beh, dico: « Eh, voglio che tu
mi parli ». Sono obbligati a rispondere. Allora mi diranno: « Bene,
cosa vuoi »…? E allora faccio la mia domanda.
Ma se l’uomo non comprende la legge del silenzio, allora ha
l’impressione di essere sempre in un involucro silenzioso, non c’è mai
nulla di telepatico nella sua testa, non c’è mai nulla nella sua
coscienza che non sia la sua riflessione personale. Ed è qui che l’uomo,
durante l’involuzione, ha commesso l’errore di credersi solo sulla
Terra e di non poter beneficiare di quella che io chiamo l’intimità. Non
c’è momento nella vita quotidiana dell’uomo in cui non ci sia un
intervento fra lui e l’aggiustatore di pensiero.
Questi esseri sono sempre presenti, ma il silenzio è così denso che
spesso l’uomo non se ne accorge, e per ripiegarsi in una coscienza
personale rifletterà il pensiero, e riflettendo il pensiero ha
l’impressione di essere lui a pensare. È a questo punto che egli si
rimette in questione ed elimina il silenzio dalla sua coscienza
personale per creare una sorta di dialogo che è un dialogo riflesso, ma
con una sola voce, che chiamiamo pensiero soggettivo.
Ed è allora che egli rischia di farsi astralizzare, perché
l’astralizzazione della coscienza dell’uomo è il modo in cui il pensiero
viene usato per fargli credere che è lui a pensare quel pensiero.
Quindi, dal momento in cui l’uomo ha l’impressione di essere lui a
pensare il pensiero, in quel momento il pensiero è astrale, è
astralizzato. Ed è in quel momento che egli vive o sperimenta il
pensiero soggettivo, e di questo pensiero soggettivo vive le emozioni,
vive la fisicità, e con il passare degli anni comincia a deperire e a
peggiorare la sua situazione materiale.
Se l’uomo avesse beneficiato di un’intimità psichica, di un’intimità
telepatica, di un’intimità col piano mentale, avrebbe potuto recuperare
gran parte della sua energia mentale e diselettrificare la sua
coscienza. Diselettrificare la sua coscienza significa diselettrificare
il suo cervello, ridurre le onde beta, ridurre le onde che creano tanto
inquinamento in lui. Avrebbe una mente estremamente riposata, una mente
molto rilassata, indipendentemente dalle condizioni esterne, perché non
potrebbe sprofondare nell’illusione del pensiero riflessivo quando gli
eventi esterni colpiscono la sua coscienza e creano in lui confusione o
tumulto.
Ma uno dei motivi per cui l’intimità della coscienza è difficile da
localizzare o da sperimentare è che, per diventare intimo con
l’aggiustatore di pensiero, l’uomo deve smettere di vivere il suo
pensiero come gli altri uomini. Smettere di vivere il suo pensiero come
gli altri uomini, come l’umanità, significa che deve imparare
gradualmente a non pensare come gli uomini. Ma cosa significa non
pensare come gli uomini?
Significa che quando sperimentate un pensiero che vi fa soffrire,
dovete essere capaci di non soffrirlo; a quel punto smettete di pensare
come gli uomini e cominciate a riconoscere che in voi è in atto una
sorta di manipolazione, una specie di gioco dello Spirito che col tempo
porta allo sviluppo di una grande intimità, nella misura in cui siete
pronti a livello umano a disconnettervi dalla vostra umanità nella
mente.
Se non vi staccate dalla vostra umanità nella mente, non riuscirete
mai a comprendere la vostra sovrumanità, non riuscirete mai a sviluppare
un’intimità, non riuscirete mai a vedere il mondo, la vita, la vostra
situazione, la vostra programmazione, il vostro karma, eccetera, con
occhi che non vi appartengono e che fanno parte della vostra nascita,
cioè della vostra coscienza fuori dal piano materiale.
L’intimità col piano mentale è un tour de force per l’ego, che per
millenni è stato abituato a vedere la vita attraverso i suoi sensi e a
interpretarla col suo corpo di desiderio. Per un uomo, sviluppare
un’intimità col piano mentale, equivale a entrare in contatto
relativamente intimo sul piano psichico con un essere che è il suo
partner perfetto. Perché « partner perfetto »? Perché un aggiustatore di
pensiero è un essere che è alla fonte, all’origine della vostra
attività mentale.
Quindi, ciò che sperimentate come esseri sul piano materiale, a
livello mentale, fa parte delle sue attività, non delle vostre. Ciò che
fa parte delle vostre attività sul piano materiale, sono le vostre
reazioni psicologiche emotive, soggettive a questi pensieri creati nella
vostra mente per l’educazione del vostro ego, mentre siete esseri
viventi sul piano materiale.
Se l’uomo non è pronto durante l’involuzione, mentre è nella materia,
se non è pronto a riconoscere questa dicotomia e a sganciarsi sul piano
psicologico, sul piano psichico, dai valori puramente animali creati
dai suoi pensieri quando lo mettono in uno stato di emotività – perché
ha perso qualcosa nella vita o sta vivendo una certa sofferenza – l’uomo
non sarà mai in grado di sviluppare intimità, perché per sviluppare
un’intimità con un essere di luce, dobbiamo cominciare a poco a poco,
gradualmente, a disfarci dell’intimità che abbiamo coi nostri
sentimenti. E l’intimità che abbiamo coi nostri sentimenti fa parte del
modo in cui viviamo la nostra vita.
Se viviamo la nostra vita come uomini, se viviamo la nostra vita come
donne, in altre parole, se viviamo la nostra vita come esseri umani
normali – cioè come esseri dell’involuzione disaccoppiati, distanziati
dalla loro fonte – allora è normale che attingiamo a false riserve di
energia nei nostri pensieri. Se invece viviamo la nostra vita come
esseri coscienti, in evoluzione di coscienza, esseri in procinto di
unificare i propri principi con l’invisibile, allora, qualsiasi cosa
accada nella nostra vita, tutto può essere « ribaltato », tutto può
essere « sostituito », tutto può essere riequilibrato. E abbiamo allora
vite naturali, vite creative, vite che non sono più governate dal
carattere puramente astrale della nostra programmazione incarnazionale.
Non ho problemi che l’uomo sia programmato, è normale, fa parte della
grandezza della vita, l’anima ha bisogno di una programmazione per
crescere nella sua evoluzione. Ma se alla fine l’uomo diventa un essere
incapace di trarre dalla sua programmazione i punti di riferimento
necessari per elevare la sua mente al di sopra della meccanicità,
dell’animalità della sua programmazione, allora per me l’uomo fa pena,
l’uomo è un essere veramente di second’ordine e rappresenta veramente
sul piano materiale le categorie esistenziali dell’involuzione, cioè
quelle categorie di esperienze dell’anima incarnata che, durante
l’involuzione, sono state padroneggiate e manipolate ad altissimo
livello da organismi temporali – le Chiese, i governi, le ideologie
sulla Terra – o, nel mondo invisibile, dalle forze astrali che fanno
parte dei contatti karmici fra l’uomo e i piani originari ch’egli
conosceva prima dell’incarnazione.
Quindi per me l’uomo, o questo uomo, o questo tipo di uomo che è
l’uomo della quinta razza-radice, è un essere inferiore, un essere
puramente meccanico, un essere che non ha luce e vive la sua vita
costantemente nell’ombra, quali che siano i piaceri temporanei, le gioie
temporanee a cui può accedere durante la sua brevissima esperienza di
cinquanta, sessanta, sessantacinque o ottant’anni.
Che cos’è la vita? La vita è un processo di incarnazione consentito a
un’anima incarnata, cioè materializzata o legata a un corpo materiale
per permeterle di evolvere, cioè per permetterle, nel corso del tempo,
dei secoli, delle età, delle generazioni, di arrivare a riformulare il
suo legame con la cosmicità da cui proviene originariamente. Quindi la
vita è una scuola, il pianeta è una scuola, ma è una scuola temporanea,
ed è una scuola che dura da moltissimo tempo, da troppo tempo.
E arriverà un momento in cui questa scuola avrà una fine, perché
finalmente le anime smettano di tornare costantemente in questa
programmazione karmica che è l’esperienza terrena, e si liberino
finalmente dai legami karmici, si liberino dal mondo della morte e
tornino a una coscienza moronziale che era all’origine il piano su cui
erano state concepite prima della scissione dei legami tra la luce e i
piani delle ombre negative, molto tempo fa nell’evoluzione del cosmo.
L’uomo non può indefinitamente, INDEFINITAMENTE, rinnegare le sue
origini.
E finché non ha un’intimità psichica, telepatica con la sua fonte,
nega le sue origini, rinnega le sue origini, perché non può
comprenderle. Ed è normale che a quel punto l’uomo si proietti nella
materia, si butti nella materia, si butti nei piaceri dei sensi, si
butti nella sessualità, nella droga, si butti nel compiacimento delle
società dei consumi, perché non ha più dentro di sé punti di assoluto
riferimento che gli permettano di vivere la sua vita rispetto alla sua
identità. L’uomo ha quindi una crisi d’identità molto profonda.
E quando dico uomo, non parlo semplicemente dell’uomo in modo
generico, parlo anche della donna, che ha una crisi di identità, una
crisi di identità molto, molto profonda, e che in certi paesi sta
vivendo l’inferno, come essere, sul piano materiale. Quindi, sul piano
dell’evoluzione, è arrivato il momento – quando dico che è arrivato il
momento, parlo di un grande momento, di un momento che ci aspetta forse
due, tre, quattro, cinquemila anni – ma è arrivato il momento che l’uomo
realizzi finalmente la connessione con se stesso.
E per questo, deve sviluppare un’intimità interiore con il proprio
aggiustatore di pensiero che gli permetterà di liberarsi dagli aspetti
negativi di una programmazione planetaria, in modo da poter finalmente
avere una vita che abbia un senso, una vita per la quale o alla quale
lui stesso dà il proprio significato. Se non riuscite a dare un senso
alla vostra vita, ci penserà la società, la Chiesa, ci penseranno le
ideologie e i governi, le aziende e la pubblicità, a dare un senso alla
vostra vita.
Ma a quel punto, diventerete esseri estremamente alienati,
diventerete esseri che non amano più il proprio lavoro, diventerete
esseri che sentono l’aridità della propria coscienza. E quando uno shock
colpirà la vostra esperienza in modo duro e difficile, se non siete
sufficientemente solidi, robusti, a livello dell’ego, diventerete
depressi e finirete come tanti altri a prendere il « Prozac » per il
resto dei vostri giorni.
Una delle grandi prese di coscienza della fine del XX secolo ha
portato l’uomo a realizzare che tutto ciò che abbiamo imparato durante
l’involuzione, anche le cose più sacre, più belle, più legate a quello
che io chiamo il linguaggio dominante, sono cose che non fanno parte
della realtà. Il grande Ouspensky diceva: « Ci sono due cerchi nella
coscienza dell’Umanità, c’è un cerchio esoterico e c’è un cerchio
essoterico. La maggior parte delle persone sulla Terra vive nel cerchio
essoterico e c’è qualcuno nel mondo che vive in un cerchio esoterico ».
In altre parole, c’è un grande veicolo di conoscenza e un piccolo
veicolo di conoscenza. C’è un grande veicolo di conoscenza nella
religione cristiana e c’è un piccolo veicolo di conoscenza nella
religione cristiana. Il buddismo è lo stesso, c’è un grande veicolo e
c’è un piccolo veicolo. Il grande veicolo è dunque per le masse, e il
piccolo veicolo è per esseri un po’ più avanzati. Ma gli uomini alla
fine realizzeranno, anche uomini del calibro di Ouspensky o di
Gurdjieff, che all’interno del piccolo veicolo, c’è un altro veicolo.
Non è un veicolo piccolo, non è un veicolo grande, non è un veicolo
dimensionale, è più un vestibolo che un veicolo. E questo, è lo
strettissimo legame intimo tra l’uomo e la sua fonte, un legame intimo
riconosciuto dall’ego, un legame intimo con cui l’uomo può confrontarsi,
un legame intimo in cui non esiste più la divinità, un legame intimo in
cui non esiste più la « sovrapposizione » di una coscienza alla
propria, un legame in cui l’uomo definisce la realtà dal piano materiale
come può definire la realtà sugli altri piani. In altre parole, un
legame in cui l’uomo cessa di essere una creatura e diventa un creatore.
Che vuol dire essere creatore? Vuol dire completare finalmente il
lavoro che all’origine era stato iniziato da esseri che non erano nella
materia. Quindi, durante l’involuzione, gli esseri che non erano nella
materia hanno svolto un lavoro creativo, e dal momento in cui l’uomo
torna in contatto con loro, dal momento in cui avviene la fusione sul
piano materiale, in cui l’unificazione dei principi finalmente si
manifesta e si materializza, è normale che l’uomo diventi alla fine un
essere creatore.
Ma perché l’uomo diventi un essere creatore, deve essere capace, a
livello psicologico, a livello psichico, a livello di intimità
interiore, di non avere più alcuna autorità sopra di sé. Se l’uomo non è
capace di vivere senza autorità al di sopra di sé – e quando dico
vivere senza autorità non intendo che non rispetti l’autorità sulla
Terra; vivere senza autorità al di sopra di sé significa per lui essere
nella propria autorità – se non siete nella vostra propria autorità,
come potete contestare altre autorità?
Come potete mettere in guardia altre autorità? Come potete mettere in
discussione altre autorità? E se non potete mettere in discussione
altre autorità sulla Terra perché non siete sufficientemente nella
vostra autorità, allora sarete governati da quelle autorità e avrete un
ego che sarà obbligato a fidarsi di ciò che dicono gli altri, di ciò che
viene detto nel mondo, di ciò che viene riportato nel mondo. E a quel
punto vivrete una crisi di identità che vi accompagnerà fino alla morte.
E’ normale, perché non vi siete resi conto che in realtà, nel mondo
universale o nella realtà universale della coscienza, non c’è nessuno
più grande di voi. Credere che ci sia qualcosa di più grande di sé, o
sperimentare il fatto che si pensa che ci sia qualcosa di più grande di
sé, significa già essere schiavi incarnazionali di piani, condizioni,
situazioni, autorità o poteri che gestiscono la nostra esperienza per il
proprio sviluppo, e sempre all’insaputa dell’uomo e della sua identità.
L’uomo non può permettersi di pensare che ci sia un’autorità al di
sopra di lui, perché allora, se siete capaci di credere che ci sia
un’autorità o delle autorità al di sopra di voi, non potrete mai
affrontare i filosofi. Non potrete mai affrontare gli psicologi. Non
potrete mai affrontare coloro che hanno un certo potere. Non potrete mai
affrontare il sacerdote, i chierici. Non potrete mai affrontare i
grandi sistemi di spiritualità che l’umanità ha sviluppato durante
l’involuzione. Non potrete mai affrontare i grandi veggenti. Non potrete
mai affrontare quelli che si frappongono tra voi e la vostra realtà.
E se non siete in grado di affrontare ciò che accade nel mondo o
nella vostra psiche, perché avete ceduto la vostra autorità a un altro o
ad altri, allora siete degli esseri esistenziali, siete degli uomini,
siete dei piccoli esseri umani, siete delle creature. E a quel punto
siete senza potere, cioè non potete creare.
Non potendo creare, non avete alcuna intimità con la vostra fonte e,
se non avete intimità con la vostra fonte, non avete alcuna identità se
non quella che la civiltà vi ha dato, che la vostra famiglia vi ha dato,
che la vostra educazione vi ha dato. E non avendo identità, a quel
punto siete come il resto degli uomini, siete tutti soggetti a essere
manipolati, influenzati, incasellati, numerati. Questo è ciò che è
accaduto per millenni e che continuerà ad accadere per i secoli a
venire.
La coscienza esoterica, se volete chiamarla la coscienza esoterica,
non è per tutti. Non tutti possono seguire un cammino esoterico, perché
richiede una sorta di evoluzione dell’anima. Ma le persone che possono
seguire un cammino esoterico, cioè che possono seguire un percorso di
evoluzione che non fa parte della grande massa sociale, alla fine si
renderanno conto che anche nell’esoterismo mondiale c’è una piccola
porta chiusa molto bene a chiave, una porta la cui chiave è totalmente
individuale, e che le filosofie esoteriche non possono permettere
all’uomo di penetrare.
E questa porta fa parte di ciò che oggi, per ragioni puramente
tecniche, chiamiamo la fusione del principio materiale col principio
psichico dell’uomo. E questa porta è molto stretta, molto personale. E
quando entrerete in questa porta, sarete gli unici a poterlo fare,
perché è una porta su misura per ciascun individuo. È una chiave su
misura per ogni individuo, e nessuno può aprire quella porta per voi,
perché è fatta solo per voi. È in quel momento che l’uomo svilupperà e
diventerà cosciente della sua intimità con la sua fonte.
Cosa possiamo dire dell’intimità? Se facciamo una chiaroveggenza
sull’intimità, diciamo che l’intimità è una relazione telepatica tra
l’uomo e un essere prepersonale. Che cos’è un essere prepersonale? È un
essere che non ha alcuna umanità, cioè che non si è mai incarnato. La
differenza è molto importante. C’è una differenza tra un’anima incarnata
o un’anima che si è già incarnata e un essere prepersonale. Che cos’è
un essere che non si è mai incarnato? È un essere che non ha più una
fine né una fonte. Il che significa che un essere che non ha più una
fine non ha più uno scopo, in altre parole, è un essere che è realmente
eterno. E un essere che non ha più una fonte significa che non ha
bisogno di imparare.
Quindi un aggiustatore di pensiero, nel suo rapporto con l’uomo, non
ha bisogno di imparare. Perché non hanno bisogno di imparare [gli
aggiustatori di pensiero]? Perché sono Luce. Perché sono Luce? Sono Luce
perché sono esseri creati prima del grande scisma che ha separato le
forze negative e positive del cosmo. Dunque, questi esseri non hanno
nulla da imparare.
E il fatto che non abbiano nulla da imparare, dal momento in cui
l’uomo entra in intima coscienza con loro, comincia a rendersi conto di
una cosa: che questi esseri hanno sempre ragione. Sempre ragione
significa che hanno sempre una ragione per agire in un certo modo. E per
un ego, per un essere animalizzato com’è l’uomo, essere in contatto con
un essere che ha sempre ragione è molto, molto difficile. Crea in lui
un’estrema opposizione, perché lo costringe, come ego, ad accettare.
Quando dico accettare, non intendo accettare spiritualmente, voglio
dire accettare nel senso di fare l’esperienza di certe cose, per poi
scoprire alla fine la ragione di quell’esperienza. E questo, questo crea
nell’uomo – nell’ego – un’apertura di mente. Un’apertura di mente, cioè
il primo passo o il primo movimento della sua coscienza verso quella
che io chiamo intimità con la fonte. Se volete sperimentare l’intimità
con la fonte, un giorno o l’altro dovrete sperimentare l’apertura della
vostra mente.
Come verrà aperta la vostra mente? La fonte creerà per voi una
situazione difficile; difficile a livello dell’ego animalizzato, ma
relativamente facile a livello della mente risvegliata. A quel punto,
sarete in grado di vivere esperienze che normalmente sono molto dolorose
per l’uomo, e che per voi saranno semplicemente inquietanti. E alla
fine arriverete a liberarvi dagli aspetti puramente meccanici della
vostra programmazione e avere vite che hanno un fascino, cioè vite
basate su un’identità invece che su una crisi d’identità.
L’intimità con la fonte è un processo creativo estremamente occulto, e
quando dico occulto, intendo dire svincolato, se volete, dalle
aspettative dell’ego, svincolato da ciò che l’ego vuole, svincolato dai
desideri animalizzati dell’ego. È lì che si sviluppa quest’intimità e
che l’uomo arriva finalmente a poter superare tutte le esperienze che la
sua programmazione può proiettare su di lui, e a liberarsi
karmicamente, sul piano materiale, dalle sue esperienze anteriori.
L’intimità con la fonte richiederà che l’uomo sia estremamente
consapevole della fonte e che sperimenti il contatto telepatico con la
fonte in una graduale diminuzione del silenzio che avvolge l’uomo e che
gli impedisce di sperimentare una telepatia, e che gli fornisce
piuttosto un pensiero riflessivo, soggettivo, che dà sempre
l’impressione all’ego di non essere all’altezza di se stesso. Non è
normale che l’uomo non si senta all’altezza di se stesso. Quindi, se non
si sente all’altezza di se stesso, è perché vive in un involucro, vive
in una cornice, vive nel silenzio. Vive al di fuori di questa intimità
con la fonte.
E allora, i suoi pensieri riflessivi soggettivi sono troppo presenti
in lui e creano in lui troppa inferiorità, troppa diminuzione della sua
realtà, e lo privano della solidità necessaria per completare la sua
vita sul piano materiale in modo glorioso, cioè in piena coscienza
telepatica. La coscienza è un processo, non è uno stato come l’hanno
cantato i mistici, come l’hanno cantato gli Orientali, come l’hanno
cantato i mistici cristiani.
La coscienza è un processo evolutivo che permette a un aggiustatore
di pensiero di comunicare con l’uomo al di fuori dei parametri
psicologici del suo ego. A quel punto, il legame con l’uomo e la fonte è
totalmente vibratorio. È totalmente il risultato del movimento della
Luce, non ha più nulla a che fare col pensiero. E allora, il pensiero
che l’uomo utilizzava durante l’involuzione per darsi dei punti di
riferimento all’interno della sua esistenza, scompare sempre di più.
E alla fine l’uomo non ha più bisogno di tanta memoria materiale per
agire in modo creativo; è in grado a livello psichico di manifestare
questa coscienza, questa energia, in modo creativo, senza bisogno di
riflettere costantemente per sapere. Ma questo richiede intimità. Nello
sviluppo dell’intimità, uno dei grandi problemi che l’uomo conoscerà nel
corso dell’evoluzione, è che, come ego, ha difficoltà a immaginarsi che
degli Esseri di Luce possano avere tanto controllo su di lui, in altre
parole, che egli possa essere tanto abitato.
E tutto ciò è dovuto al fatto che durante l’involuzione siamo stati
manipolati per credere al libero arbitrio, e questo credere al libero
arbitrio, che è il risultato di un pensiero filosofico legato ai sensi,
ci ha permesso di sviluppare l’illusione dell’ego, ma ha anche negato
all’uomo la possibilità, l’opportunità di stabilire un legame intimo con
la fonte. Perché un uomo cosciente della fonte non ha più bisogno di
libero arbitrio, perché sa benissimo che la libertà è più grande
dell’illusione soggettiva di quella libertà che fa parte dell’identità o
della crisi di identità dell’ego nell’incarnazione materiale!
Per sviluppare un’intimità con la fonte, l’uomo sarà quindi
obbligato, col tempo, a sospendere la sua consapevolezza del libero
arbitrio, e realizzare che il libero arbitrio è un’illusione dell’ego. E
finché non si renderà conto di questa illusione, ne sarà vittima,
perché quando credete al libero arbitrio, credete a un certo numero di
cose. Innanzitutto, credete di essere responsabili di ciò che vi accade,
credete che ciò che accade nella vostra vita faccia parte dei vostri
fallimenti o dei vostri successi. Credete di essere degli esseri
intelligenti, credete di avere successo perché siete fortunati.
E tutti questi elementi sono illusori perché l’uomo, di per sé, non è
intelligente, lo diventerà. Ha certamente una certa facoltà
intellettuale che chiamiamo intelligenza meccanica, razionale, ma questa
facoltà si basa sulla sua capacità di mantenere molto piene le riserve
della sua memoria. È ovvio che, se avete una grande memoria, avrete più
facilità intellettuale di altri.
Tuttavia, la memoria sarà per voi una trappola domani, e vi impedirà
di sperimentare l’intimità con l’aggiustatore di pensiero, perché per
avere l’intimità con un aggiustatore di pensiero o un essere di luce,
l’uomo deve avere un minimo di memoria, cioè la memoria deve poter
essergli ritirata se necessario, in modo che lui non basi la sua
saggezza o la sua conoscenza su ciò che pensa di sapere, ma basi la sua
saggezza o la sua conoscenza su ciò che sarà canalizzato attraverso di
lui, quando il contatto telepatico si manifesterà nella sua esperienza.
Si tratta quindi di un’esperienza psicologica molto diversa, di un
modo molto diverso di vedere e di essere. E quando l’uomo sarà in grado
di vivere questa esperienza, sarà molto intimo con l’aggiustatore di
pensiero. E in quel momento, la coscienza prepersonale di quell’essere
creerà in lui uno stato di coscienza in cui non si sentirà più l’ego
dell’uomo, perché i conflitti sul piano materiale tra uomini e donne o
tra uomini e uomini, e tra donne e donne, sono conflitti di personalità,
conflitti di ego.
E il problema dell’ego si manifesta tanto a livello personale quanto a
livello delle nazioni. C’è l’ego americano che è in lotta con l’ego
cinese, semplicemente in termini di aerei che si schiantano l’uno contro
l’altro nel Mar della Cina. Tutto, in politica e nella vita personale, è
il risultato di conflitti tra ego. Se gli uomini non avessero conflitti
di ego, se le donne non avessero conflitti di ego con gli uomini, le
relazioni personali tra uomini e donne sarebbero allora molto facili.
Le relazioni tra uomini e uomini, tra donne e donne e tra governi
sarebbero molto facili. Il problema dell’ego è quindi molto grave sulla
Terra, e sta diventando sempre più grave perché l’ego dell’uomo si sta
cristallizzando. Si sta cristallizzando a un punto che l’orgoglio
intellettuale diventa sempre più virulento. Ecco perché c’è sempre più
violenza psicologica nel mondo.
Ci sono sempre più scontri, sia a livello individuale che nazionale,
l’ego delle nazioni, l’ego degli ebrei contro l’ego dei palestinesi! E
se il problema dell’ego degli ebrei e dei palestinesi non viene risolto
con una guerra o con un accordo intelligente, alla fine ci sarà uno
schianto, ci sarà distruzione. Lo stesso vale per gli americani e i
cinesi: alla fine il conflitto tra i loro « ego » deve essere risolto. E
perché ciò avvenga, è necessario un certo livello di coscienza.
È ovvio che gli uomini non svilupperanno una coscienza sovramentale
nel ventesimo secolo, questo è certo, né nel ventunesimo secolo, questo è
certo, perché si tratta di un nuovo processo evolutivo che richiederà
migliaia di anni. Tuttavia, ci sono degli uomini che sul piano
individuale, svilupperanno una coscienza sovramentale. Ma a livello di
nazioni, di società, di umanità, c’è molto lavoro da fare. E nel
frattempo, beh, c’è sempre il sostegno degli sforzi spirituali, degli
esseri spirituali nel mondo la cui missione sul piano materiale è quella
di aiutare l’evoluzione delle relazioni umane.
Ed è lì che queste forze spirituali sono importanti nella vita, è lì
che le religioni sono importanti per l’umanità, è lì che le scienze
spirituali sono importanti per l’umanità. Ma io non parlo per l’umanità,
parlo per l’uomo. L’uomo individualizzato, l’uomo che ha risolto il
problema della crisi d’identità, l’uomo che non ha più crisi d’identità,
l’uomo che conosce se stesso, l’uomo che sta bene nella sua pelle,
l’uomo che non ha più alcuna autorità al di fuori di sé, l’uomo che non
ha più bisogno di alcuna autorità al di sopra di sé, l’uomo integrale.
Non l’uomo della quinta razza-radice, ma l’uomo della sesta
razza-radice, il Sovrauomo!
In altre parole, l’uomo che è al di sopra delle leggi karmiche
planetarie della programmazione umana, quest’uomo sta arrivando, ma non
è, è in evoluzione. L’uomo scoprirà un giorno che non c’è finitudine per
la conoscenza o l’apprendimento, la conoscenza non ha fine. Ma perché
l’uomo sappia che la conoscenza non ha fine, perché abbia accesso a
questa infinità, deve sperimentare la grande intimità con l’aggiustatore
di pensiero. Perché? Perché quando l’uomo ha a che fare con la
conoscenza, in altre parole quando ha a che fare con l’infinità, quando
l’uomo diventa, in altre parole, creatore, è obbligato ad ammettere, a
livello psichico del suo essere, a livello della sua coscienza, a
livello della creatività, è obbligato ad ammettere che non ci sono
limiti alla conoscenza.
E questo non è facile per un ego che riflette, perché un ego che
riflette è costretto a darsi un limite al sapere, perché per sentirsi,
per sentire la propria realtà, è costretto a sentire un po’ i propri
limiti. E questo è il problema dell’ego che riflette, è il problema del
pensatore che riflette, fu il problema dell’involuzione, fu il problema
delle religioni, il problema di tutti gli uomini che, durante
l’involuzione, hanno cercato di identificare la propria Luce attraverso
la forma-pensiero.
Un uomo non può identificare la propria Luce attraverso la
forma-pensiero, perché la forma-pensiero è un modello di esecuzione
della Luce. Il pensiero è solo un recipiente per contenere l’acqua. Il
pensiero in sé, non ha alcuna realtà. [FINE].
Bernard de Montreal